Quale legame tra cartomanzia e psicologia? Facciamo chiarezza

cartomanzia

Come noto, gli psicologi, esattamente come altri professionisti che lavorano sulla psiche – come i consulenti motivazionali, tanto per fare un esempio – possono abbracciare diverse metodologie. Non esiste infatti un’unica disciplina che governi la psicologia e la psicoterapia, quanto diverse filosofie, per così dire, che sono tutte in qualche modo proiettate allo stesso risultato ma che per arrivarci percorrono vie diverse. Ebbene, la stessa cosa vale anche per la cartomanzia, che da sempre, al di là come la si veda, cerca un modo per riuscire a risolvere gli enigmi e i fragili stati d’animo delle persone.

Ma se la psicologia e la cartomanzia hanno spesso e volentieri lo stesso fine, e se entrambe si avvalgono di diverse “correnti di pensiero”, allora possono esser messe forse sullo stesso identico piano? Possono, sostanzialmente, essere ricondotte ad un’unica disciplina, magari più grande e complessa?

Psicologia e cartomanzia: perché non sono la stessa cosa

La risposta è no. E’ vero che entrambe si sforzano di cercare una risposta ai dubbi, alle fragilità, alle debolezze dell’uomo. Ma se la psicologia si sofferma molto sul passato e sul presente, la cartomanzia è prevalentemente proiettata al futuro. Inoltre la psicologia lavora più che altro sullo stato d’animo della persona, mentre la cartomanzia è concentrata maggiormente sulle cose se vogliamo più pratiche e materiali come il lavoro, la salute, i soldi, l’amore e così via. Se si approfondiscono entrambe le discipline, in sostanza, vien fuori che certamente esistono dei punti di contatto tra psicologia e cartomanzia, ma che le differenze in realtà sono ben più ampie delle similitudini.

Per non parlare poi di quello che è l’elemento di distanza più grande, perché non dimentichiamo che la psicologia fa riferimento a un metodo scientifico, mentre la cartomanzia, per quanto da qualcuno sia legittimamente definita seria e affidabile, rappresenta pur sempre una disciplina non governata dal cosiddetto metodo scientifico.

Scegliere uno psicologo o un cartomante?

A questo punto sorge spontanea una domanda, e cioè “quando rivolgersi a un cartomante e quando rivolgersi a uno psicologo (magari psicoterapeuta)?”.

Intanto è naturale partire dalle convinzioni del soggetto interessato, perché se per esempio ci ritroviamo di fronte ad una persona che avvalora la scienza e la razionalità e rifugge ogni tipo di superstizione, nel suo caso il dubbio non si pone: l’unica figura capace di dargli una mano a fronte di un bisogno di supporto psicologico è e resta soltanto uno psicoterapeuta. Il dubbio quindi si pone su un altro tipo di soggetto, vale a dire su colui che confida certamente nella psicologia, ma che al tempo stesso crede nei tarocchi.

Ebbene, ciò che ci sentiamo di consigliare è di affidarsi sempre e comunque a uno psicologo se il bisogno che si ha indica una fragilità psicologica: se per esempio si soffre di una scarsa autostima che inficia il vivere quotidiano, se si vogliono migliorare i rapporti sociali con le persone, se si deve rielaborare un trauma o quant’altro, di dubbi su cosa scegliere tra lo psicologo e il cartomante non ce ne sono. Se invece la necessità è un’altra e ha a che fare magari con la volontà di conoscere il futuro che verrà, allora certamente si entra in un campo che non compete né alla psicologia né alla psicoterapia. Anche qui però vale la pena fare una precisazione.

Bisogna capire, infatti, che il cartomante aiuta a “prevedere” il futuro (sempre se si ritiene possibile farlo), ma che il futuro che propone è spesso un futuro a cui si è predestinati. In pochi casi un consulto di cartomanzia serve a cambiare le cose del presente affinché possa cambiare anche il corso delle cose future, per cui, nella gran parte dei casi, una chiacchierata col cartomante di turno serve fondamentalmente a conoscere un presunto destino che non dipende da noi.

La psicologia, invece, agisce anch’essa sul futuro, ma lo fa in modo diverso: non ritenendo che esista il destino, lo psicologo o lo psicoterapeuta del caso aiutano la persona ad avere un approccio diverso sul presente, così da fare in modo che il futuro possa prendere una determinata piega anziché un’altra. Pertanto è vero che la psicologia agisce sul presente, ma è proprio agendo sul presente che in realtà si occupa del futuro!

Un esempio? Basti pensare a una persona che soffre di scarsa autostima, che si rimprovera continuamente e che non riesce neppure a guardarsi allo specchio. Uno psicologo la aiuterà ad acquisire l’autostima che le manca, ed agendo su questo farà sì che quella persona, che altrimenti sarebbe stata condannata a una vita futura monotona e triste, abbia la forza necessaria per rimboccarsi le maniche e determinare un futuro più bello. Magari acquisendo competenze tali da ottenere un buon posto di lavoro, o magari acquisendo quel savoir faire che possa permetterle di trovarsi il “partner della vita” da cui avrà famiglia, e così via!

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